PERCHè VA SEMPRE COSì?

Discussion in 'Discussioni Generali' started by hayat84, Jan 21, 2013.

  1. hayat84
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    hayat84 I'm not what you believe

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    Pochi giorni fa in Italia è successo un fatto che non solo mi ha fatta rabbrividire,ma mi ha lasciato anche un grande senso di amarezza nel cuore,soprattutto,perchè da come è stata descritta la dinamica dei fatti,sembra che tutti siano uguali.

    Un uomo marocchino di 45 anni disoccupato,sposato con una donna italiana e padre di figli,a seguito di continui litigi con la moglie e di(così dicono)violente percosse subìte da quest'ultimo,al culmine dell'ennesima lite,l'uomo ha afferrato un coltello e l'ha uccisa...Di omicidi ce ne sono tutti i giorni,lo so,ma questo mi ha fatto più male degli altri,perchè è come se si desse la "colpa" a chi si sposa con persone di "cultura e religione" diverse.Ma la frase che davvero mi ha ferita tanto è che dopo tutto quello che è successo"<ECCO COSA SUCCEDE A SPOSARSI UN MAROCCHINO>
    Sono sposata da quasi 6 anni e mezzo con un ragazzo marocchino e posso dire che uomini come lui non ce ne sono.poi dipende dal carattere di ognuno,ma io personalmente non ho mai avuto la sensazione di sentirmi diversa da lui perchè sono italiana:anzi,sono più marocchina io di lui:)
    Ma per quale motivo si fa sempre di tutta l'erba un fascio.
    I giornalisti dovrebbero dire lo stesso dei pentiti della mafia,quando vengono uccisi per aver "tradito" il patto(ecco cosa succede a chi è un affiliato)
    Che Allah mi aiuti e mi salvi da questa ignoranza.
  2. Italiano
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    Sorella Hayat, comprendo bene lo sconcerto e l' amarezza che in quanto sposa felice di un marocchino ti provoca il modo distorto col quale i media riportano certi episodi di cronaca nera. L' argomento è delicato e complesso ma penso che valga la pena di parlarne, proprio per non lasciare argomenti a chi, non conoscendo la realtà dell' Islam o avendo l' interesse a creare sentimenti di timore e rifiuto nella popolazione strumentalizza i fatti per lasciare la gran parte degli italiani in una ignoranza fatta di luoghi comuni (conosci anche tu il famoso detto: mogli e buoi dei paesi tuoi). Sono nipote di emigranti, nel 1900 mio nonno ha lasciato la sua famiglia ed ha lavorato per anni dall' alba al tramonto scavando le fogne di Boston per dare un futuro migliore ai suoi figli, per questo mi rende triste vedere che gli italiani rifiutano e disprezzano gli stranieri come in passato sono stati loro stessi disprezzati e rifiutati. C' è un bel libro di Gian Antonio Stella intitolato "L' Orda - Quando gli albanesi eravamo noi" che mostra come le stesse dinamiche di sfruttamento-disprezzo-paura-rifiuto-repressione che oggi devono subire i migranti fossero già usate, talvolta parola per parola, contro chi dall' Italia andava a cercare lavoro all' estero. Comunque secondo il Ministero degli Interni, ogni anno un gran numero di donne viene ucciso da padri/mariti/fidanzati/amanti, in media 4 al giorno nell' indifferenza quasi completa delle istituzioni. Ciò ha portato alcune parlamentari a parlare di un vero e proprio femminicidio di massa. E quasi sempre i moventi sono legati alla sessualità o meglio all' abuso distorto di essa che ne viene fatto: gelosia, frustrazione, perversioni, perdita delle motivazioni e dei rispettivi ruoli, rifiuto della paternità/maternità. Anche lo spazio riservato a questi crimini su giornali e TV è molto ridotto e orientato a puro sensazionalismo. Ma quando si tratta di un immigrato musulmano (in meno dell' 1% dei casi) non si esita a dare volutamente una immagine dell' Islam e di intere comunità come permeati di violenza, arretratezza, disprezzo per le donne facendo di tutta l' erba un fascio. Non perdo tempo a confutare questi discorsi: sappiamo quanto siano lontani dal vero e come l' Islam protegga, valorizzi ed esalti il ruolo delle donne come mai era stato fatto in precedenza. Basti pensare che le civiltà e i popoli esistenti all' epoca del Profeta Mohamed (Pace e Benedizioni su di Lui) erano intrise di maschilismo e il ruolo della donna, priva di protezione e personalità giuridica era ristretto nei termini schiava-prostituta-oggetto sessuale-bottino di guerra. Ma forse il peggio è che anche quando qualcuno scrive che non vi è nel Santo Corano alcuna giustificazione per questi delitti, usa termini come "tradizioni patriarcali" o "usanze tribali" sostenendo che queste ultime siano condannate a scomparire a contatto con la c.d. civiltà occidentale. Ebbene anche noi italiani abbiamo avuto una forma di tribalismo particolarmente difficile da debellare: il delitto d' onore, rimasto nel nostro Codice Penale dal 1870 al 1985 che permetteva di ammazzare allegramente il coniuge adultero con poche o nulle conseguenze per l' omicida. Perciò prima di definire tribali o incivili altri popoli dovremmo pensarci molto bene. Forse il termine più appropriato e meno offensivo sarebbe "stratificazioni culturali", dato che si tratta di usanze che pur tramandate nel tempo hanno assunto un carattere distorto e comunque chiaramente incompatibile con la legge di Allah, ma sono giustificate nello stesso modo che usavano gli antichi arabi idolatri per giustificare l' adorazione di statue di pietra: cioè il mero tramandarsi dell' usanza da una generazione all' altra. Spero di esser riuscito a spiegarmi senza dilungarmi troppo. Però non bisognerebbe trascurare l' aspetto sociale, ovvero l' influenza della società nella quale vivono sui comportamenti degli individui.

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